Cfw-29

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29. LA CENA DEL SIGNORE

1. Il nostro Signore Gesù Cristo, nella notte in cui fu tradito, istituì il sacramento del suo corpo e del suo sangue, chiamato la Cena del Signore, affinché fosse osservata nella sua chiesa fino alla fine del mondo. Venne isti­tuita 1. come commemorazione perpetua del sacrificio che Egli fece di sé stesso nella sua morte, 2. come suggello di tutti i benefici d'essa verso i veri credenti, 3. per il loro nutrimento spirituale e per la loro crescita in Lui, 4. perché si impegnassero maggiormente ad assolvere tutti i loro doveri verso di lui, ed infine 5. perché essa costituisse un vincolo ed un pegno della loro comunione con Lui e gli uni con gli altri, come membri del suo corpo misti­co (530).

  • (530) "Poiché ho ricevuto dal Signore quello che vi ho anche trasmesso; cioè, che il Signore Gesù, nella notte in cui fu tradito, prese del pane, e dopo aver reso grazie, lo ruppe e disse: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». Nello stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne berrete, in memoria di me. Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga»" (1 Corinzi 11:23‑26); "Il calice della benedizione, che noi benediciamo, non è forse la comunione con il sangue di Cristo? Il pane che noi rompiamo, non è forse la comunione con il corpo di Cristo? Siccome vi è un unico pane, noi, che siamo molti, siamo un corpo unico, perché partecipiamo tutti a quell'unico pane ... Voi non potete bere il calice del Signore e il calice dei demòni; voi non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demòni ... Infatti noi tutti siamo stati battezzati in un unico Spirito per formare un unico corpo, Giudei e Greci, schiavi e liberi; e tutti siamo stati abbeverati di un solo Spirito" (1 Corinzi 10:16-17,21; 12:13).

2. Questo sacramento è una commemorazione di quell'unica offerta di sé stesso che Egli ha compiuto una volta per sempre sulla croce, accompagnata dall'offerta spirituale a Dio di tutta la lode possibile per questo sacrifi­cio (531). Non si tratta in alcun modo di un vero sacrificio effettuato per la remissione dei peccati dei vivi e dei morti (532) e neppure in esso Cristo viene offerto a suo Padre. Il cosiddetto sacrificio della messa papista è una grande abominazio­ne che reca ingiuria a quell'unico sacrificio di Cristo, il quale solo la propiziazione per tutti i peccati degli elet­ti (533).

  • (531) "e dopo aver reso grazie, lo ruppe e disse: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». Nello stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne berrete, in memoria di me. Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga»" (1 Corinzi 11:24‑26); "Mentre mangiavano, Gesù prese del pane e, dopo aver detto la benedizione, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli dicendo: «Prendete, mangiate, questo è il mio corpo». Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti" (Matteo 26:26-27).
  • (532) "Secondo la legge, quasi ogni cosa è purificata con sangue; e, senza spargimento di sangue, non c'è perdono ... non per offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote, che entra ogni anno nel luogo santissimo con sangue non suo. In questo caso, egli avrebbe dovuto soffrire più volte dalla creazione del mondo; ma ora, una volta sola, alla fine dei secoli, è stato manifestato per annullare il peccato con il suo sacrificio ... così anche Cristo, dopo essere stato offerto una volta sola per portare i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza peccato, a coloro che lo aspettano per la loro salvezza" (Ebrei 9:22,25-26,28).­
  • (533) "Inoltre, quelli sono stati fatti sacerdoti in gran numero, perché la morte impediva loro di durare ... egli invece, poiché rimane in eterno, ha un sacerdozio che non si trasmette ... il quale non ha ogni giorno bisogno di offrire sacrifici, come gli altri sommi sacerdoti, prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo; poiché egli ha fatto questo una volta per sempre quando ha offerto se stesso ... Mentre ogni sacerdote sta in piedi ogni giorno a svolgere il suo servizio e offrire ripetutamente gli stessi sacrifici che non possono mai togliere i peccati ... Gesù, dopo aver offerto un unico sacrificio per i peccati, e per sempre, si è seduto alla destra di Dio ... Infatti con un'unica offerta egli ha reso perfetti per sempre quelli che sono santificati ... Ora, dove c'è perdono di queste cose, non c'è più bisogno di offerta per il peccato" (Ebrei 7:23,24,27; 10:11,12,14,18).

3. Nel celebrare quest'ordinanza il Signore Gesù ha stabilito che i suoi mini­stri debbano 1. proclamare al popolo le sue parole di istituzione; 2. pregare e benedire gli elementi del pane e del vino, sottraendoli così all'uso comune per riservarli ad un uso santo; 3. prendere e spezzare il pane; 4. prendere il calice e poi, 5. dopo aversene nutriti essi stessi, offrire entrambi gli elementi ai soli partecipanti (534) presenti in quel momento n­ell'assemblea (535).

  • (534) "Mentre mangiavano, Gesù prese del pane e, dopo aver detto la benedizione, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli dicendo: «Prendete, mangiate, questo è il mio corpo» ... perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per il perdono dei peccati" (Matteo 26:26‑28); "Mentre mangiavano, Gesù prese del pane; detta la benedizione, lo spezzò, lo diede loro e disse: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro, e tutti ne bevvero. Poi Gesù disse: «Questo è il mio sangue, il sangue del patto, che è sparso per molti" (Marco 14:22‑24); "Poi prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, diede loro il calice dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, che è versato per voi" (Luca 22:19-20); "Poiché ho ricevuto dal Signore quello che vi ho anche trasmesso; cioè, che il Signore Gesù, nella notte in cui fu tradito, prese del pane ... Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga" (1 Corinzi 11:23‑26).­
  • (535) "Il primo giorno della settimana, mentre eravamo riuniti per spezzare il pane, Paolo, dovendo partire il giorno seguente, parlava ai discepoli, e prolungò il discorso fino a mezzanotte" (Atti 20:7); "Quando poi vi riunite insieme, quello che fate, non è mangiare la cena del Signore" (1 Corinzi 11:20).

4. Le messe private, il ricevere questo sacramento da un sacerdote, o da qualcun altro, da soli (536) come pure la negazione del calice al popolo (537); l'adorazione, l'elevazione e l'ostensione degli elementi, op­pure la loro conserva­zione per falsi usi religiosi, sono tutti atti contrari alla natura di questa ordinanza e a ciò che Cristo ha istitui­to (538).

  • (536) "Or queste cose avvennero per servire da esempio a noi, affinché non siamo bramosi di cose cattive, come lo furono costoro" (1 Corinzi 10:6).
  • (537) "Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro, e tutti ne bevvero" (Marco 14:23); "Nello stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne berrete, in memoria di me ... poiché chi mangia e beve, mangia e beve un giudizio contro se stesso, se non discerne il corpo del Signore" (1 Corinzi 11:25‑29).
  • (538) "Invano mi rendono il loro culto, insegnando dottrine che sono precetti d'uomini"" (­Matteo 15:9).

5. Gli elementi esteriori di questo sacramento, messi debitamente a parte per l'uso che Cristo ne ha stabilito, hanno un tale rapporto con Lui crocefisso, da venire a volte chiamati veramente ‑ma solo sacramentalmente ‑ con il nome di ciò che rappresentano, cioè il corpo ed il sangue di Cristo (539). Tuttavia, ­nella loro sostanza e natura essi rimangono ancora veramente e solamente pane e vino, tanto quanto lo erano prima (540).

  • (539) "Mentre mangiavano, Gesù prese del pane e, dopo aver detto la benedizione, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli dicendo: «Prendete, mangiate, questo è il mio corpo» ... perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per il perdono dei peccati." (Matteo 26:26‑28).
  • (540) "Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga». Perciò, chiunque mangerà il pane o berrà dal calice del Signore indegnamente, sarà colpevole verso il corpo e il sangue del Signore. 28 Ora ciascuno esamini se stesso, e così mangi del pane e beva dal calice" (1 Corinzi 11:26‑28); "Vi dico che da ora in poi non berrò più di questo frutto della vigna, fino al giorno che lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio" (Matteo 26:29).

6. La dottrina generalmente nota come transustanziazione, secondo cui la sostanza del pane e del vino viene trasformata nella sostanza del corpo e del sangue di Cristo dopo la consacrazi­one da parte di un sacerdote o in qualche altro modo, è in contrasto non solo con la Scrittura, ma anche con il buon senso e la ragione. Inoltre essa sovverte la natura stessa del sacramento ed è stata ed è la causa di numerose superstizioni e di grossolane idolat­rie (541).

  • (541) "...che il cielo deve tenere accolto fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose; di cui Dio ha parlato fin dall'antichità per bocca dei suoi santi profeti" (Atti 3:21); "...e dopo aver reso grazie, lo ruppe e disse: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». Nello stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne berrete, in memoria di me. Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga»" (1 Corinzi 11:24‑26); "Egli non è qui, ma è risuscitato; ricordate come egli vi parlò quand'era ancora in Galilea" (Luca 24:6).

7. I partecipanti degni, che prendono esteriormente gli elementi visibili di questo sacramen­to (542), li ricevono anche interiormente e spiritualmente per fede, realmente e veramente, ma non carnalmente né corporalmente, e si cibano spiritualmente di Cristo crocefisso e di tutti i benefici della sua morte. Il corpo ed il sangue di Cristo non sono presenti né corporalmente né carnalmen­te in, con o sotto il pane ed il vino, ma sono veramente ma spiritualmente presenti alla fede di chi crede in questa ordinanza, così come gli elementi esteriori sono presenti ai loro sensi (543).

  • (542) "Ora ciascuno esamini se stesso, e così mangi del pane e beva dal calice" (1 Corinzi 11:28).
  • (543) "Il calice della benedizione, che noi benediciamo, non è forse la comunione con il sangue di Cristo? Il pane che noi rompiamo, non è forse la comunione con il corpo di Cristo?" (1 Corinzi 10:16).

8. Sebbene le persone ignoranti e malvagie ricevano i segni esteriori di questo sacramento, esse non ne ricevono ciò che in esso è significato, ma il loro indegno accostarsi al sacramento li rende colpevoli verso il corpo ed il sangue del Signore, a propria dannazione. Per cui tutte le persone ignoranti ed empie, tanto come sono inadatte alla comunione con lui, così sono indegne della mensa del Signore, e non possono, senza peccare grandemente contro Cristo, rimanendo in questa loro condizione, partecipare a questi santi misteri (544), od esserne ammessi (545).

  • (544) "Perciò, chiunque mangerà il pane o berrà dal calice del Signore indegnamente, sarà colpevole verso il corpo e il sangue del Signore. 28 Ora ciascuno esamini se stesso, e così mangi del pane e beva dal calice; poiché chi mangia e beve, mangia e beve un giudizio contro se stesso, se non discerne il corpo del Signore" (1 Corinzi 11:27-29); "Non vi mettete con gli infedeli sotto un giogo che non è per voi; infatti che rapporto c'è tra la giustizia e l'iniquità? O quale comunione tra la luce e le tenebre? 15 E quale accordo fra Cristo e Beliar? O quale relazione c'è tra il fedele e l'infedele? 16 E che armonia c'è fra il tempio di Dio e gli idoli? Noi siamo infatti il tempio del Dio vivente, come disse Dio: «Abiterò e camminerò in mezzo a loro, sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo" (2 Corinzi 6:14-16).
  • (5­45) "Il vostro vanto non è una buona cosa. Non sapete che un po' di lievito fa lievitare tutta la pasta?" (1 Corinzi 5:6).




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