Cfv05/Lezione04

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Dio è il Creatore

La Confessione di fede della chiesa valdese, 4

Introduzione

Da dove veniamo? Come è sorto il mondo? E' qualcuno che l'ha realizzato così com’è, oppure materia ed energia in movimento e in trasformazione continua vi sono sempre state ed hanno prodotto gradualmente e per caso tutto quanto conosciamo e noi stessi? Ogni essere umano, praticamente sin dall’infanzia, si è sempre fatto queste o simili domande. La risposta che diamo a queste domande è fondamentale per la nostra concezione del mondo e della vita e comporta rilevanti conseguenze pratiche.

Come cristiani, anche per queste domande noi ricorriamo alla Bibbia. Essa, infatti, risponde alle domande di fondo dell’esistenza umana. La questione sulle nostre origini viene soddisfatta immediatamente nella sua prima frase: "Nel principio Dio creò i cieli e la terra" (Genesi 1:1). Con questa affermazione profonda e semplice al tempo stesso, viene presentata la base della nostra concezione del mondo, quella che ci permette di comprendere chi siamo e le finalità della nostra esistenza, di comprendere la realtà intorno a noi ed il suo significato. La Confessione di fede valdese del 1655, nell’articolo V, riafferma questa la verità di base della concezione cristiana del mondo e della vita.

Articolo V

[Noi crediamo] che Iddio ha fatto tutte le cose di nulla, con la Sua volontà del tutto libera, e con la potenza infinita della Sua parola.

A questo articolo non abbiamo un commento esplicito di Antonio Léger, redattore della Confessione, ma una breve serie di affermazioni della Scrittura che mettono in evidenza le verità fondamentali della fede cristiana sull’opera della creazione. "Nel principio Dio creò i cieli e la terra" (Genesi 1:1); Dio sta all’origine di ogni cosa ed, è espressione della Sua libera volontà. Per quello che ha fatto non ci sono motivazioni esterne a Lui stesso.

  • "...poiché in sei giorni il SIGNORE fece i cieli, la terra, il mare e tutto ciò che è in essi, e si riposò il settimo giorno; perciò il SIGNORE ha benedetto il giorno del riposo e lo ha santificato" (Esodo 20:11). La creazione è avvenuta in ordinata successione temporale tramite un lavoro da parte di Dio che ha avuto un preciso suo inizio ed una precisa sua fine.
  • "I cieli furono fatti dalla parola del SIGNORE, e tutto il loro esercito dal soffio della sua bocca" (Salmo 33:6). Ogni cosa è stata prodotta mediante la semplice potente espressione della volontà di Dio.
  • "Per fede comprendiamo che i mondi sono stati formati dalla parola di Dio; così le cose che si vedono non sono state tratte da cose apparenti" (Ebrei 11:3). Il creato non è stato prodotto da materiali pre-esistenti, ma dal nulla.
  • "...poiché in lui sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili: troni, signorie, principati, potestà; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui" (Colossesi 1:16). Attivo nella creazione in quanto eterno Figlio di Dio e identificato nella Sua Parola, è stato il Cristo, Colui che si è fatto essere umano in Gesù di Nazareth. Ogni cosa è stata fatta non solo da Lui, ma anche per Lui e in vista di Lui. Il tutto ha un proposito che va cercato in Cristo.

Altre confessioni di fede sulla Creazione

Confessione gallicana

VII. Noi crediamo che Dio, in tre persone cooperanti, con la sua potenza, sapienza e bontà incomprensibile ha creato tutte le cose, non solo il cielo, la terra e tutto ciò che in essi si trova, ma anche gli spiriti invisibili , dei quali alcuni sono caduti e finiti in perdizione, mentre altri hanno continuato nell'obbedienza. Che i primi, essendosi corrotti nel male, sono nemici di ogni bene e, di conseguenza, di tutta la chiesa I secondi, essendo stati preservati dalla grazia di Dio, sono ministri per glorificare il nome di Dio e promuovere la salvezza dei suoi eletti.

Confessione belga

XII. Noi crediamo che il Padre ha creato dal nulla il cielo e la terra, e tutte le creature, quando gli è sembrato bene, per mezzo della sua Parola, cioè per mezzo del Figlio suo, donando a ciascuna creatura il suo essere, forma e figura, e diversi compiti per servire il suo Creatore: e anche ora egli le sostiene e governa tutte con la sua eterna provvidenza e per mezzo della sua infinita virtù, per servire l’essere umano, affinché l’essere umano serva il suo Dio. Egli ha pure creato gli angeli buoni per essere suoi messaggeri e servire i suoi eletti; alcuni di essi sono decaduti dall'eccellenza nella quale Dio li aveva creati, nella perdizione eterna; e gli altri, per la grazia di Dio, hanno perseverato e hanno dimorato nel loro primiero stato. I demoni e gli spiriti maligni sono talmente corrotti da essere nemici di Dio e di ogni bene, da spiare la Chiesa come briganti, con tutto il loro potere e anche ogni suo membro, al fine di distruggere e rovinare tutto con le loro menzogne e così, per la loro propria malvagità, sono condannati a perpetua dannazione, attendendo di giorno in giorno i loro tormenti. E riguardo a questo noi detestiamo l'errore dei Sadducei che negano che esistano degli spiriti e degli angeli e anche l'errore dei Manichei i quali dicono che i demoni hanno la loro origine da sé stessi, essendo malvagi per loro propria natura senza essere stati corrotti.

Confessione di Westminster

4:1 E' piaciuto a Dio Padre, Figlio e Spirito Santo , per la manifestazi­o­ne della gloria della Sua eterna potenza, sapienza e bontà,nel principio, creare o fare dal nulla il mondo e tutte le cose in esso, sia le visibili che le invisibili, nell'arco di sei giorni; e tutto era molto buo­no.

Confessione elvetica

Confessione di fede elvetica

Altre concezioni sulle nostre origini

Fondate su presupposti diversi, le concezioni oggi prevalenti sull’origine del mondo (dell’universo) e degli esseri umani, si contrappongono, spesso in modo militante, alla concezione biblica, pretendendo di essere accolte come altrettanta indiscutibile verità.

Di fatto, la dottrina biblica della creazione si pone come una linea di chiara demarcazione fra la concezione cristiana del mondo e tutto il pensiero estraneob all’ebraismo ed al cristianesimo. I primi capitoli della Genesi, di fatto contestano la fantasiosa mitologia delle altre religioni di quel tempo sull’origine del mondo. E’ un raccolto, infatti, molto “asciutto”, poetico e al tempo stesso concreto, realistico. Varie altre culture antiche, per esempio, avevano una grande varietà di racconti mitologici per spiegare come il mondo e l'essere umano fossero sorti, e pure la cultura moderna ha elaborato le proprie teorie (raffinate, ma sempre e solo teorie basate su presupposti discutibili).

Molti antichi racconti immaginavano la nascita del mondo come risultato delle lotte ingaggiate fra di loro da diverse divinità. Si immagina così che una di queste divinità, distruggendo le altre, avesse usato i resti di queste ultime per formare il mondo come noi lo conosciamo ora. Altri si rappresentavano divinità maschili e divinità femminili che, congiungendosi, avevano prodotto altre divinità, le quali, a loro volta, avrebbero formato il mondo. In molti di questi miti troviamo, di fatto, un pantheon con un gran numero di divinità in cui ciascuna serve per spiegare un particolare aspetto del mondo. Per esempio, alcune culture si rappresentano divinità come il dio maggiore e sua moglie, un dio sole, una dea luna, un dio della guerra e una dea dell'amore. Il male presente nel mondo, per esempio, per alcuni aveva origine dal mito del vaso di Pandora, oppure dal fatto che gli dei fossero stati offesi dagli uomini.

Tali tentativi di rendere ragione all'origine del mondo non soddisfacevano però il pubblico più colto, perché già nell'antichità troviamo espressioni di insoddisfazione e di generale scetticismo rispetto ai miti ed alle leggende che parlavano delle origini in quei termini. Questo può essere riflesso nella domanda di Pilato: "Che cos'è la verità?".

L'essere umano moderno è stato fortemente influenzato dall'ipotesi evoluzionista e dal suo progresso scientifico (il progresso delle sue vere o immaginate conoscenze). Crede infatti generalmente che il mondo si sia formato semplicemente per un processo di evoluzione naturale e spontanea senza che vi sia la necessità di “immaginarci” una divinità creatrice. Questo implica che l'intero universo, incluso l'essere umano, sia sorto semplicemente per caso come risultato dell’interazione di varie sostanze e forze in continuo flusso e deflusso. Questa teoria, però non rende giustizia ad altri dati esaminati con attenzione. Essa pure non può spiegare, per esempio, il rapporto causa-effetto che esiste all'interno degli avvenimenti che accadono nel mondo.

E' veramente curioso il fatto che così tanti scienziati moderni, che in altre aree pretendono prove dimostrabili alle loro conclusioni, accettino così ingenuamente e senza riflettere un'ipotesi sull'origine e sullo sviluppo dell'universo la cui sola base sia il caso, perché una volta permesso al concetto di 'caso' di entrare nel sistema, tutto l'intero sistema cade! Laddove è presente il caso, non vi può essere alcun sistema razionale, nessuna causa, nessun effetto, nessuna spiegazione ragionevole.

L'insegnamento della Bibbia

Per noi che vogliamo rimanere fedeli a quanto la Bibbia afferma in quanto Parola di Dio, solo il resoconto biblico dell'origine di tutte le cose può adeguatamente spiegare il mondo in cui viviamo. Il primo versetto stesso della Bibbia è già un riassunto di ciò che immediatamente ne segue, come pure un'introduzione dell'intero racconto.

Notiamo immediatamente che si presuppone l'esistenza di Dio. Non troviamo infatti "dimostrazioni" o prove della sua esistenza, giacché questo Dio che esiste dall'eternità è la sorgente di ogni cosa che esiste. Le espressioni “i cieli e la terra”, includono tutte le stelle e le galassie dell'universo come pure la dimensione a noi invisibile in cui si muovono Dio e gli angeli. "Terra" include tutto ciò che esiste qui sul nostro pianeta.

Avendo così affermato il fatto dell'esistenza del Creatore e che Egli abbia creato, il resto della prima sezione (Genesi 1:2-2:3) ci offre una sommaria descrizione dell'ordinato processo di creazione del mondo. Notiamo bene qui il fatto che, sebbene l'affermazione iniziale parli dell'universo intero, il resto di questa sezione si focalizza sulla terra perché essa è la nostra abitazione ed il luogo dove intratteniamo un rapporto con Dio. Questo è coerente con il proposito stesso della Bibbia, ed è assolutamente appropriato che il racconto dettagliato della creazione interessi soprattutto la terra ed i suoi abitanti, piuttosto che l'universo intero[1].

Il racconto della Genesi continua con una descrizione degli elementi di base che Dio ha creato, prima di formare il mondo abitato (Genesi 1:2). E' interessante notare come Dio non chiami ogni cosa all'esistenza nella sua forma finale. Egli potrebbe aver certo potuto fare così, ma Egli sceglie di creare le cose per tappe. Forse questo avvenne per permettere a noi di vedere come Dio sia un Dio d'ordine. In quest'affermazione noi vediamo lo Spirito di Dio che si muove o "aleggia" sulle acque. Lo Spirito Santo era attivo nella creazione, come pure lo era Dio il Figlio (vedi Giovanni 1:1,2). Tutt'e tre le persone della Trinità partecipano alla creazione.

Il primo passo per mettere ordine a tutti questi elementi è il comando di Dio che sorgesse la luce (Genesi 1:3-5). Questo rivela il Suo potere, perché Egli semplicemente comanda ed ecco che la luce diviene presente. L'intero processo della Sua opera creatrice può essere descritto come avvenuto "per la potenza della Sua Parola" (vedasi Isaia 40:26; Geremia 10:12).

La luce così creata è ciò che oggi comprendiamo come "energia", il che include molto più che la luce come comunemente la intendiamo. L'atto creativo porta all'esistenza questa energia, inclusa naturalmente il corso della luce visibile che noi distinguiamo dalle tenebre.

Nel secondo giorno della creazione Dio separa le acque e crea al di sopra "una distesa" (il cielo) e ne lascia le acque al di sotto. Il terzo giorno Egli fa apparire l'asciutto e la vegetazione (Genesi 1:9-13). Questi primi tre giorni vedono così la creazione dell'ambiente in cui le susseguenti creature dovranno vivere. Gli ultimi tre giorni vengono posti in parallelo ai primi tre, in questi vengono creati gli abitanti delle rispettive sfere corrispondenti alla creazione degli ambienti.

Il quarto giorno è parallelo al primo: in esso vengono creati il sole, la luna e le stelle con la loro rispettiva luminosità (Genesi 1:14-19). Dobbiamo confessare di non comprendere come possa esistere la luce indipendentemente da ciò che ne consideriamo la fonte, ma questo dipende dalla nostra prospettiva di come vediamo oggi le cose. Viviamo in un universo pienamente creato ed ordinato, e quindi non abbiamo esperienza di come possono essere state le cose prima nel corso del processo creativo. Dobbiamo semplicemente riconoscere la nostra incapacità a comprendere pienamente come avvenne la creazione ed accettarla sulla base che essa è autorevole Parola di Dio.

Il quinto giorno è parallelo col secondo e in esso vediamo la creazione dei pesci e degli uccelli, i quali abitano le acque ed i cieli (Genesi 1:20-23). Si noti come ogni animale sia creato “secondo la propria specie”, vale a dire con specie dalle caratteristiche diverse le une dalle altre e quindi non intercambiabili. Questo fatto contesta il concetto evoluzionista della graduale mutazione che portato, ad esempio, dal pesce all’uccello. Ciascuna specie è geneticamente incompatibile con le altre per quanto l’arroganza scientifica umana pretenda di confondere le specie manipolandole. Difatti: “Non ogni carne è uguale; ma altra è la carne degli uomini, altra la carne delle bestie, altra quella degli uccelli, altra quella dei pesci” (1 Corinzi 15:39).

Il sesto giorno è parallelo col terzo e riporta la creazione degli abitanti della terra asciutta (Genesi 1:24-31), la quale fu creata il terzo giorno. Vediamo così in questo scritto, che Mosè (autore di questi testi) presenta una progressione ordinata dei tre giorni che servono per preparare i tre ambienti, ed i tre giorni che servono per crearne i rispettivi abitanti (3 + 3 + 3).

Certo per noi rimangono diversi problemi, specialmente per quanto riguarda i tempi e le modalità, tutto ciò però è già chiara evidenza della mano di un Dio d'ordine. Non potremmo forse mai risolvere tutte le difficoltà che sorgono nella nostra mente con piena soddisfazione di tutti, ma basti dire che in questo racconto Dio è rappresentato come direttamente coinvolto in tutte le tappe della creazione del mondo e di ogni cosa in esso.

La lunghezza dei giorni della creazione

Il resoconto biblico afferma che la creazione avvenne in sei giorni, e che Dio si riposò il settimo giorno. Sebbene molti cristiani credano che il modo migliore per accettare questo fatto sia accettare questi giorni come periodi letterali di 24 ore, dobbiamo ammettere che la Bibbia non ci dà dati sufficienti per essere assolutamente dogmatici in questo. La stessa parola "giorno" nei racconti biblici è usata in modi differenti. (1) Viene usata per distinguere la luce dalle tenebre, come il giorno e la notte (Genesi 1:5).

(2) E' usata nello stesso versetto del periodo di tempo descritto nella frase: "Così fu sera, poi fu mattina: e fu il primo giorno". Presumibilmente questo include sia la notte che il giorno.

(3) La stessa parola descrive l'intera settimana della creazione: "Queste furono le origini del cielo e della terra quando furono creati, nel giorno che l'Eterno fece la terra e i cieli" (Genesi 2:4).

Vediamo così tre modi in cui viene usata la parola "giorno" nei primi due capitoli della Genesi.

Inoltre sia Mosè che Pietro ci dicono che un giorno equivale a mille anni, e mille anni per Dio sono come un giorno (Salmo 90:4; 2 Pietro 3:8). Questa varietà di usi del termine "giorno" nella Scrittura dovrebbe metterci in guardia contro un'eccessiva insistenza su una particolare lunghezza dei giorni nel racconto della creazione. I cristiani ortodossi si sono però attenuti all'interpretazione di 24 ore come la migliore interpretazione di Genesi 1, mentre altri cristiani ugualmente ortodossi sostengono la concezione che molto probabilmente il periodo di tempo era estremamente più lungo. Non ne sappiamo abbastanza per giungere ad una conclusione su questo punto.

La creazione dell'essere umano ad immagine di Dio

Il sesto giorno, dopo la creazione degli animali, troviamo la creazione dell'essere umano. Qui il linguaggio usato nel racconto della creazione si distingue nettamente. In tutte le affermazioni precedenti si diceva: "Dio disse... sia..." o "...che la terra produca..." ((Genesi 1:3,6,24), mentre nel caso della creazione dell'essere umano Dio disse: "Facciamo l'essere umano a nostra immagine e a nostra somiglianza". Pare che quasi vi sia stata una sorta di consultazione divina all'interno della Trinità prima della creazione dell'essere umano. Fra parentesi, già in questa affermazione plurale è presente il concetto di Trinità.

L'essere umano è creato ad immagine e somiglianza di Dio. Che cos'è questa immagine? Alcuni hanno suggerito trattarsi dell'anima dell'essere umano, altri del suo intelletto, altri della sua natura morale.

La Bibbia suggerisce che l'intero essere umano debba essere considerato ad immagine di Dio. Paolo dice che l'essere umano è "immagine e gloria di Dio" (1 Corinzi 11:7). Così l'essere umano proprio in quanto tale è all'immagine di Dio, non qualche particolare aspetto della sua natura. D'altro canto, altri brani biblici sembrano identificare l'immagine di Dio nell'essere umano in aspetti particolari della sua natura, cioè: vera conoscenza (Colossesi 3:10), vera giustizia e vera santità (Efesini 4:24).

Questi aspetti più particolari parlano di alcune funzioni più elevate dell'essere umano come portatore dell'immagine di Dio, funzioni che altre creature non hanno. Gli studiosi hanno generalmente catalogato l'immagine di Dio nell'essere umano in due modi:

  • (1) l'immagine che rende l'essere umano unico nel suo genere e differente da ogni altra creatura (cioè la natura umana);
  • (2) l'immagine che parla della sua dirittura morale prima della caduta, in cui aveva vera conoscenza, giustizia e santità.

A causa del peccato, egli ha perduto quest'ultimo aspetto dell'immagine, ed essa deve essere rinnovata nel processo della nuova nascita e della santificazione[2].

Il primo aspetto (la sua natura umana), sebbene abusata e sporcata, non è stata perduta totalmente alla caduta - l’essere umano rimane ancora tale e pure come peccatore è diverso dal resto del creato.

Il dominio che l'essere umano ha sul mondo, non è in sé stesso l'immagine, ma risultato dell'essere stato fatto ad immagine di Dio. E' proprio perché egli è una creatura razionale e personale che gli è stata data posizione di governare sulle creature che non ne sono dotate[3].

Il mandato della creazione

Il primo comandamento che Dio diede ai nostri progenitori era: "Crescete e moltiplicate e riempite la terra, e rendetevela soggetta" (Genesi 1:28). Questo è stato talora chiamato "il mandato della creazione"[4], ed è la direttiva sotto la quale si include il modo in cui l'essere umano può usare la terra.

E' il mandato che abbiamo di studiare il mondo intorno a noi, il quale perdura anche se l'uso che ne facciamo spesso è un abuso a causa della presenza del peccato nel mondo.

Questo mandato include pure la responsabilità umana inclusa nel patto che Dio ha stabilito con l'essere umano. Come fu originalmente creato, l'essere umano doveva avere un personalissimo rapporto con il suo Creatore, il che naturalmente implicava che dovesse essergli soggetto in obbedienza e fedeltà. Possiamo dunque affermare che l'essere umano sia stato creato per avere un rapporto con Dio del tipo di "alleanza" o “patto”, il che può essere meglio visto nei concetti d'alleanza rivelati e sviluppati più tardi nella storia biblica.

Nell'essere persona con la quale è stato stabilito un patto, l'essere umano doveva adempiere a tre precise funzioni.

Doveva essere il portavoce di Dio, il suo rappresentante. Ad Adamo è affidato il compito di dare un nome agli animali, e comunque li avrebbe chiamati, quello sarebbe stato il loro nome. Più tardi questa funzione sarebbe poi stata quella di profeta, autentico portavoce di Dio. L'essere umano era stato creato per avere comunione con Dio. E' evidente che Dio incontrasse l'essere umano e conversasse con lui regolarmente, dandogli determinate istruzioni. Dopo la caduta, Adamo ed Eva riconoscevano il suono dei suoi "passi" e si erano nascosti, dato che con il peccato essi avevano perduto la capacità di aver comunione con Dio. Questa comunione e questo parlare con Dio trova la sua controparte più tardi nella funzione di sacerdote, il quale avrebbe presentato i bisogni del popolo a Dio.

la terza funzione è chiaramente visibile nel fatto che l'essere umano domini o governi su ciò che Dio gli aveva dato. L'essere umano doveva soggiogarsi la terra e governarla. in altre parole, egli doveva essere re sotto Iddio sopra i domini che Dio gli aveva dato.

Da tutta questa discussione vediamo come l'essere umano sia stato fatto ad immagine di Dio e per la gloria di Dio. Egli era il destinatario di un patto e doveva avere una personale comunione con Dio. Doveva servire Dio come profeta, sacerdote e re.

Abbiamo così tanta familiarità con il mondo e con le cose che sono in esso che raramente ci fermiamo a considerare quanto grande in effetti sia il creato che Dio ha fatto. Il nostro Dio sovrano ed eterno porta all'esistenza tutto ciò che esiste semplicemente dicendo: "Sia...", e tutto secondo il suo progetto e il suo proposito. Un tale Dio merita ogni culto ed adorazione da parte di tutto il creato.

"Degno sei, o Signore e Iddio nostro, di ricevere la gloria e l'onore e la potenza: Poiché tu creasti tutte le cose, e per la tua volontà esistettero e furono create" (Apocalisse 4:11).

Essere stati creati ad immagine di Dio è indubbiamente un alto privilegio. Significa che siamo stati resi capaci di essere ammessi alla presenza stessa. Come sempre, anche su questi argomenti non potremo che solo accennarli. Non possiamo in questa sede rispondere a tutte le molte questioni al riguardo. Al termine sono indicati dei collegamenti ad articoli per l'ulteriore approfondimento. di Dio.

Le implicazioni della dottrina della Creazione

Ecco diverse implicazioni (non tutte le possibili) della dottrina della Creazione, in ordine casuale, menzionate qui come spunto di riflessione.

1. Non c’è spazio per il dualismo. Il dualismo[5], diffuso anche in ambito cristiano, postula le distinzioni anima-corpo, spirituale-materiale, privilegiando lo spirituale. Il materiale, però, non è inferiore allo spirituale. La materia non è cattiva, prodotta, come alcuni dicevano, da un dio concorrente o persino da satana, o anche come conseguenza del peccato, ma fa parte della buona creazione di Dio.

2. Dio non è condizionato da nulla che sia fuori da Sé stesso. Non c’è “una ragione” esterna a Lui stesso per la quale abbia creato il mondo. Dio ha creato ogni cosa per la Sua gloria[6], "...infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili" (Romani 1:20). Inoltre, Egli è sommamente libero e non condizionato - neanche dalle risposte umane (come se i Suoi piani potessero cambiare sulla base delle nostre "inaspettate" risposte[7]).

3. Non c’era nulla di male o di sbagliato nella creazione originale di Dio. “Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono” (Genesi 1:31). Nel creato, così come Dio l’ha fatto, non vi erano difetti o disfunzioni. Anche l’ingresso del peccato (la ribellione di una parte degli angeli e dell’essere umano), come pure le sue conseguenze di morte, per quanto alteri l’armonia e l’equilibrio, rientra nei propositi ultimi di Dio. Non si tratta di “sorpresa” o di un “difetto improvvisamente apparso”.

4. L’umanità ha una responsabilità verso la creazione. L’essere umano è stato posto sulla terra affinché se ne prendesse cura come suo amministratore alle dipendenze del Padrone. La terra è di Dio, non nostra: “Io ho fatto la terra, gli uomini e gli animali che sono sulla faccia della terra, con la mia gran potenza e con il mio braccio steso; io do la terra a chi voglio” (Geremia 27:5). La terra e le sue risorse non sono da sfruttare irresponsabilmente e da distruggere, ma da gestire con saggezza a favore dell’intero genere umano e le generazioni future. Vedi l’articolo: Finché la terra durerà: prendersi cura dell’ambiente, una responsabilità cristiana.

5. La dottrina della creazione ci protegge dal disprezzare l’incarnazione di Cristo. La dottrina della Creazione implica pure che la nostra stessa natura era quantomai adatta per l'incarnazione della seconda Persona della Trinità, Gesù, il Dio-uomo, il quale ora siede alla destra del trono di Dio precisamente in quella natura. Chi "ha problemi" con la materia e la carne, e tradisce così una concezione distorta della Creazione, presenta difficoltà ad accettare anche la Sua incarnazione. Nascono così eresie simili all’antico Docetismo che sosteneva come l’umanità di Cristo fosse solo apparente.

6. La dottrina della creazione ci trattiene dall’ascetismo. Le pratiche ascetiche si propongono di conseguire una condizione di vita che, diversamente da quella ordinaria, realizzi superiori valori religiosi. L'ascesi comporta nell'uso prevalente una svalutazione della corporeità, realizzata tramite sacrifici, rinunce e mortificazioni della carne, al fine di raggiungere una superiore spiritualità. Anche se esiste un ascetismo che non contrappone il corpo allo spirito e che si fonda su pratiche che mirano a sviluppare e controllare capacità fisiche, questa pratica rivela una pronunciata svalutazione della corporeità. Vedi l’articolo: ascetismo.

7. La dottrina della creazione esclude il monismo che considera il mondo come un’emanazione di Dio. La concezione del monismo può essere fatta risalire all’antico filosofo Plotino ma è presente in molte religioni. Essa considera il creato come derivato dalla stessa sostanza di Dio. Questa concezione manca di tenere distinto Dio dal creato e tende al panteismo, che sacralizza la natura e la confonde con Dio. Trascendenza ed immanenza di Dio sono entrambe reali ma la distinzione Dio-creato va sempre mantenuta.

8. La dottrina della creazione indica le inerenti limitazioni dell’essere creatura. Le perfezioni del creato sono reali ma non possono mai essere equiparate a quelle di Dio, il solo che possieda immortalità ed auto-sufficiente. La creatura è sempre necessariamente limitata e dipendente da Dio. Era l’antica e fallace tentazione del "sarete come Dio" (Genesi 3:5) ad illudere l’essere umano, che presenta sempre "manie di onnipotenza.

9. Tutto ciò che Dio ha creato ha valore e risponde ad un progetto disegnato con sapienza. Ogni sua parte è significativa e importante. Tutto ciò che Dio ha fatto ci deve interessare, è da preservare, proteggere e sviluppare.

10. La dottrina della Creazione ha implicazioni nell’attuale dibattito sull’omosessualità. Gesù disse: “Non avete letto che il Creatore, da principio, li creò maschio e femmina?” (Matteo 19:4). Non esiste e non è mai stato creato un “terzo sesso”. Il progetto di Dio è per l’essere umano in quanto maschio e femmina, ciascuno dotato di proprie funzioni e ruoli. L’omosessualità è da considerarsi frutto della degenerazione operata dal peccato e da risanare nel Salvatore Gesù Cristo.

11. L’attività creatrice di Dio non include solo quello che ha fatto inizialmente ma anche le sue opere indirette fatte più tardi. La creazione non preclude lo sviluppo nel mondo, ma lo include. I piani di Dio coinvolgono il meglio delle abilità e conoscenze umane nel raffinamento genetico della creazione. Tali sforzi significano la nostra cooperazione con Dio nel procedere dell’opera creatrice. Dobbiamo però rammentarci che i materiali e le verità che usiamo provengono da Dio.

12. L’investigazione scientifica del creato è giustificata. La scienza presuppone che vi sia ordine e criteri nel creato che possono essere scoperti. Se l’universo fosse casuale e arbitrario, non sarebbe possibile una vera comprensione della natura. Affermando, però, che tutto è stato fatto secondo un modello logico, la dottrina della Creazione dà sostanza ai presupposti della scienza. E’ significativo che storicamente la scienza si sia sviluppata rapidamente nella cultura europea, là dove si credeva in un Dio unico che crea secondo un piano razionale, piuttosto che in altre culture dove si crede in diversi déi che fanno attività diverse. Sapendo che vi è un modello intelligente nell’universo motiva il cristiano a cercarlo.

La dottrina della Creazione ed il suo rapporto con la scienza

La concezione biblica teista sta storicamente alla base dello stesso sviluppo della scienza. In primo luogo perché noi abbiamo il mandato biblico, e quindi l’autorizzazione, alla ricerca ed alla legittima "manipolazione" della natura. Essa ci fornisce il "materiale grezzo" che possiamo elaborare in uno sviluppo tecnologico legittimo. La nostra capacità creativa è una delle nostre date somiglianze con Dio. In secondo luogo perché il presupposto stesso della scienza è l’ordine dell’universo che funziona prevedibilmente secondo leggi perfette.

Per secoli la teologia è stata la fonte di autorità principale in Occidente. Gli insegnamenti della Bibbia e della chiesa erano il criterio di base rispetto al quale valutare ciò che pretende essere verità. Nel periodo moderno, però, l’allontanamento della scienza dai presupposti teisti che l’informavano (la presunzione di autonomia anche in questo campo, frutto del peccato) l’ha fatta "partire per la tangente" sentendosi autorizzata a fare qualunque cosa senza i principi regolatori che l’avrebbero dovuta moderare. Una "scienza impazzita", così, ne è inevitabile conseguenza. È così insorta frizione fra scienza e teologia e gli estremi di una scienza sregolata ed una teologia miope e settaria oppure compromessa e contraddittoria.

Vediamo così scienza e teologia divaricarsi sulla questione del creazionismo e dell’evoluzionismo formandosi un conflitto inconciliabile fra le evidenze scientifiche dell’evoluzione e l’insegnamento biblico al riguardo della Creazione.

Si è così pure formata quella pretesa che tratta la Bibbia come irrilevante alle questioni scientifica sostenendo che il messaggio della Bibbia sia puramente religioso. In realtà, la Bibbia fa affermazioni sulla natura e sul rapporto di Dio con essa che comporta implicazioni anche per la scienza. Le sue affermazioni religiose sono, in alcuni casi, così connesse alla natura che esse non possono esserne separate. Dobbiamo prendere seriamente entrambi i libri di Dio: la Sua Parola scritta ed il libro delle Sue opere.

A parte dalle questioni che trattano specificatamente dell’origine e della natura degli esseri umani, vi sono due problemi che hanno causato e causano molte discussioni: l’età della terra e lo sviluppo nell’ambito della creazione. La Bibbia insegnerebbe che Dio ha creato ogni cosa circa 6000 anni fa, ma la geologia indica come la terra sia di diversi milioni di anni. Talvolta i cristiani sono intimiditi dalla teoria dell’evoluzione, dimenticando che si tratta semplicemente di una teoria. Quando la scienza, infatti, va oltre alla descrizione di fatti ed offre spiegazioni di accadimenti specifici per dare una spiegazione complessiva dell’universo, va oltre le sue competenze specifiche.

Domande di revisione e per la discussione

  • Da dove proviene la materia primordiale? Quali sono alcune delle teorie inventate per spiegare l'origine della materia?
  • Qual è il parallelismo fra i primi tre giorni della creazione ed i secondi tre?
  • Qual era il proposito di ciò che è stato creato durante il quarto, quinto e sesto giorno della creazione?
  • Che cosa c'è di così significativo sull'essere umano reso ad immagine e somiglianza di Dio?
  • Quale dovrebbe essere la nostra risposta alle responsabilità che l'alleanza propone rispetto al nostro mandato creazionale? Si applica forse questo anche oggi?
  • Perché Iddio creò l'universo?
  • Perché si discute su come interpretare i giorni della creazione? Come dovremmo comportarci verso coloro che sono in disaccordo con noi? Perché?
  • A che cosa si riferisce l'immagine di Dio in noi? Che cosa voleva dire Paolo quando scriveva che noi dobbiamo essere rinnovati in vera conoscenza, vera giustizia e vera santità?
  • Quali sono alcune delle implicazioni del mandato creazionale per noi oggi, in particolare in aree come la scienza, la pianificazione famigliare e la prevenzione della guerra nucleare?
  • Come dovremmo rispondere in modo appropriato al Creatore?

Note

  • [1] La Scrittura non intende offrirci rivelazioni sul resto dell’universo o se vi siano altri mondi abitati da esseri intelligenti, ed è inutile speculare al riguardo, a meno che non si intendano gli angeli delle creature di altri mondi.
  • [2] Così Paolo in Efesini 4:24 e Colossesi 3:10
  • [3] Vedi Genesi 1:26-28.
  • [4] O “mandato creazionale”. Dio ha dato alla creatura umana, quando è stata creata, di governare, sottomettere e riempire la terra. Questo implica sia lo sviluppo delle sue risorse fisiche e l'organizzazione della società umana per questo proposito ed obiettivo
  • [5] Sin dalle origini, secondo I Padri della Chiesa (vedi le elencazioni/confutazioni delle eresie di Ireneo di Lione, Epifanio di Salamina, Sant’Agostino) è presente un corrente gnostica e dualista e spesso docetista nell’ambito del Cristianesimo. Una corrente che vede nella contrapposizione di due entità, una negativa e l’altra positiva, la spiegazione del male nel mondo, così come la dualità tra anima e corpo. Cerdone è forse il primo esempio ma la figura più rilevante è quella di Marcione con la sua lettura originale della teologia di San Paolo. Le tracce, della religione di Marcione, con variazioni non sempre ben individuabili, proseguono attraverso i Pauliciani e i Tondrachiani in Anatolia, i Bogomili nel Balcani ed i Catari nell’Europa Occidentale (vedi Manichei medievali). Tra le variazioni avvenute nel tempo ricordiamo che per Marcione l'entità negativa è il Dio Creatore del Vecchio Testamento e delle Legge Mosaica mentre per i dualisti medievali è Satana. (Vedi articolo).
  • [6] Vedi al riguardo la Confessione di Fede di Westminster, in: Cfw-04
  • [7] E’ la posizione del “Teismo aperto”.

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